La materia è disciplinata in Italia da una serie di legge e decreti che partono dal 1955 al 2001. Fra questo corpus abbiamo la Legge n. 186 del 01 marzo 1968, che impone la realizzazione degli impianti elettrici ed elettronici, installazioni e macchinari "a regola d'arte", riconoscendo allo stesso tempo alle normative CEI la regola dell'arte. In tempi più recenti questo principio è stato ripreso e sviluppato dalla Legge n. 46 del 5 marzo 1990 Norme per la sicurezza degli impianti e il decreto del Presidente della Repubblica del 1991, i cui ambiti si estendono anche al di fuori del settore elettrico. I punti salienti della legge sono:
Le norme tecniche che definiscono la modalità di costruzione e installazione dei componenti elettrici in Italia sono redatte dal Comitato elettrotecnico italiano (CEI), che a sua volta recepisce le normative europee (EN).
Esistono in Europa diversi enti con la funzione di certificare la conformità degli apparecchi elettrici con la normativa in vigore. Per l'Italia il più conosciuto e famoso è l'Istituto per il marchio di qualità (IMQ). Per l'Europa è l'European Norms Electrical Certification (ENEC).
Le funzioni della messa a terra possono essere:
Gli scopi fondamentali della messa a terra sono:
La dichiarazione di conformità è un documento o meglio un iniseme di documenti con cui l'installatore di un impianto dichiara e certifica che questo è stato compiuto a regola d'arte.
Tali documenti, uno per ogni impianto (elettrico, idro-sanitario, termico, ecc.) presente in un edificio, vengono solitamente presentati insieme alla domanda di agibilità di un edificio (o di una porzione di esso).
L' installatore deve possedere i requisiti previsti dalla legge e con questo documento si assume la responsabilità che l'impianto risponda alle vigenti normative tecniche italiane ed europee e a tutte le leggi in materia tecnica.
La dichiarazione di conformità contiene i dati dell'impianto e dei seguenti soggetti: responsabile tecnico, proprietario, committente. Fornisce inoltre informazioni sulla procedura di installazione, sulla tipologia di materiali impiegati, sulle norme seguite, sull'ubicazione dell'impianto.
La dichiarazione di conformità si redige su un modello approvato dal Ministero del Lavoro ed è completata da una serie di allegati, alcuni dei quali obbligatori (pena la nullità della dichiarazione):
la Dichiarazione di conformità deve essere composta da un minimo di quattro copie:
Può esserci la necessità di ulteriori copie (anche con allegati) per attività soggette a CPI o per nulla osta sanitario.
Viene emessa in accordo alle direttive europee che prevedono la marcatura CE dei prodotti. Viene redatta dal produttore (o importatore) dichiarando la conformità alle direttive europee applicabili allo specifico prodotto che devono essere tutte elencate. Eventuali requisiti specifici sono indicati nelle rispettive direttive.